Ecco perché ottenere il rimborso dei servizi in abbonamento attivati sulla tua sim Wind Tre, Tim, Vodafone direttamente dalla compagnia telefonica.
Da anni noi di SosUtenticonsumatori.it e di DisservizioTelefonico.it ci stiamo occupando degli addebiti e servizi non richiesti attivati ogni giorno sulle sim degli utenti consumatori, nella maggior parte delle volte senza il loro consenso.

servizi in abbonamento

Numerosissime sono le segnalazioni che ci arrivano ogni giorno sia attraverso i nostri siti, che attraverso il nostro numero verde 800177569, fisso 081 5032322, cell. 328 5546306.

Disattiva il Servizio non Richiesto ed ottieni il Rimborso

La problematica è sempre la stessa e le dinamiche anche.
Sono 2 le tipologie di utenti che chiedono il nostro aiuto: ci sono coloro che, dopo essersi accorti dell’abbonamento attivato senza il loro consenso, ci contattano per richiedere la relativa restituzione degli importi ingiustamente decurtati, oltre alla disattivazione del servizio  in abbonamento non richiesto, e coloro che ci chiedono solo la disattivazione.

In questo articolo proveremo a fare un pò di chiarezza, spiegando innanzitutto cosa sono i servizi non richiesti, perché vengono attivati, da chi vengono attivati, chi deve disattivarli, e soprattutto chi deve rimborsare i soldi presi senza autorizzazione direttamente dal credito o dal conto del consumatore ignaro.

I servizi non richiesti o servizi in abbonamento

Si tratta di servizi che in realtà potrebbero essere attivati da qualsiasi utente che chiede di ricevere, pagando direttamente dal credito del suo cellulare o con addebito su conto corrente, qualcosa di cui ha bisogno o semplicemente ha voglia di acquistare.
La ratio dei servizi in abbonamento in realtà è giusta, infatti qualsiasi persona può attivarli autonomamente senza alcuna difficoltà fornendo i suoi dati ed il suo consenso attraverso una piattaforma online, la più famosa delle quali si chiama mobile pay.


Noi però li chiamiamo servizi non richiesti o abbonamenti indesiderati perché nella maggior parte dei casi, o meglio quasi sempre, il consumatore viene abbonato a tale servizio in abbonamento senza esprimere alcun consenso, o addirittura senza fare assolutamente nulla. Semplicemente ci si ritrova a navigare tramite  smartphone e a cliccare involontariamente su un banner pubblicitarioe – tac! – automaticamente parte l’abbonamento non richiesto, che può essere di 5, di 8 o 10 euro a settimana.

Perché vengono attivati i servizi a pagamento non richiesti

La risposta è semplice: per fare arricchire le compagnie telefoniche e le varie società esterne  che si ritrovano in bilancio soldi non dovuti dal loro cliente.

Chi deve disattivare i servizi in abbonamento non richiesti?

Questa è una risposta di non facile soluzione, poiché quando il consumatore utente prova a chiamare la compagnia telefonica attraverso il servizio clienti (Wind 155, Tre 133, Tim 119, Vodafone 190) gli addetti che prendono in carica la chiamata cercano in tutti i modi di confonderlo sostenendo che l’abbonamento non è stato attivato da loro, bensì da società esterne, dette provider esterni. In pratica gli operatori telefonici raccontano sempre la solita storiella:

“signore, mentre navigava su internet dal suo smartphone si è connesso a dei siti, magari porno”,

sfruttando in questo caso il sentimento di vergogna dell’utente, che crede di aver fatto qualcosa di male, e che forse si sia meritato che gli siano stati attivati dei servizi in abbonamento.

In altri casi l’operatore telefonico, che è il primo al quale il consumatore si rivolge quando si accorge di aver avuto l’addebito anomalo, risponde:

“magari avrà dato il suo telefono a suo figlio o sua figlia che cliccando su qualche banner l’ha fatto abbonare a questo o a quel servizio non richiesto; stia più attento”.

Quindi la premessa dalla quale si parte è che se hai subìto un abbonamento non richiesto e non voluto è colpa tua perché o ti sei collegato ad un sito porno, oppure hai dato il tuo smartphone a tuo figlio che è un minorenne e magari giocando si è abbonato.
In ogni caso, se sei fortunato e te ne accorgi subito, poiché ti arriva un sms di attivazione automatica dell’abbonamento, potrai solo pagare 5, 8 o 10 euro, che a detta dell’operatore non ti possono essere rimborsati; se invece te ne accorgi dopo qualche mese, avrai sborsato importi abbastanza cospicui poiché l’abbonamento decurta il tuo credito spesso senza che tu te ne accorga. Molte volte quindi il consumatore si trova ad aver pagato per varie settimane servizi in abbonamento non richiesti e mai richiesti dei quali non ha usufruito.

L’operatore telefonico però con una faccia tosta potrebbe dirti:

“non si preoccupi, da oggi attiviamo il blocco di tutti i servizi a pagamento, ma purtroppo quello che ha già pagato non le può essere restituito poiché non lo abbiamo percepito noi. Al massimo possiamo darle il numero del provider esterno, provi a chiedere a lui come fare ad avere la restituzione dei suoi soldi”.

I provider esterni o meglio le società esterne – che, chiariamo, sono partner delle compagnie telefoniche perché vengono autorizzate da queste ultime a decurtare il credito del consumatore – inventano storie assurde per non risarcire, o spesso dicono che è troppo tardi per richiedere il rimborso.

Chi deve rimborsare i servizi in abbonamento non richiesti?

La compagnia telefonica è la responsabile. Punto.
Pertanto Noi di Disserviziotelefonico.it provvederemo gratuitamente a richiedere per tuo conto il rimborso di tutti gli addebiti non dovuti, formulando specifiche richieste di rimborso alla compagnia telefonica attraverso l’Autorità competente (CORECOM e/o AGCOM).

Se anche tu sei stato vittima di questa pratica e non sai come disattivare servizi in abbonamento puoi contattarci gratuitamente:

Disserviziotelefonico.it da sempre dalla parte dei più deboli.