Ritardo attivazione utenza, spetta il risarcimento

La compagnia telefonica paga i danni se non attiva tempestivamente la linea telefonica

Risarcimento del danno per il cliente che non viene subito informato dell’impossibilità dell’attivazione della linea telefonica: è quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la recente sentenza n. 11914, depositata in data 10 giugno 2016.

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I Supremi giudici hanno condannato un gestore telefonico ad un maxi risarcimento per il disservizio causato ad un cliente di Bologna che è rimasto senza linea telefonica per mesi, in quanto il noto gestore di telefonia non è riuscito ad ottenere nei tempi promessi il passaggio dell’abbonamento dalla compagnia concorrente. Siamo nel campo dei problemi di migrazione linea telefonica

Il comportamento della famosa compagnia telefonica è stato censurato poiché, dopo aver stipulato un contratto con una società, essa non era poi riuscita a fornire il servizio telefonico, causando così un disservizio alla linea telefonica
La Telecom aveva garantito il distacco ‘unilaterale’ in dieci giorni, ma poi non aveva provveduto né comunicato in tempi brevi al cliente l’impossibilità di ‘migrazione’.
A giustificazione della mancata fornitura del servizio, il gestore telefonico aveva addotto che nelle more della contrattazione era intervenuta la delibera dell’Agcom 569/07/Cons. con la quale gli veniva vietato di procedere in via unilaterale al rientro dei clienti in precedenza abbonati presso altri gestori, disponendo che tali modalità di rientro dovessero essere disciplinate da accordi assunti da Telecom con le compagnie concorrenti, quindi in modo concertato.

Ma gli Ermellini, con la recentissima sentenza – ribaltando quanto era stato statuito in sede di appello – hanno chiarito che quest’ultimo provvedimento non dovesse essere inteso come causa di forza maggiore in grado di limitare la responsabilità di Telecom poiché non si trattava di una circostanza imprevedibile ed inevitabile, come invece prescrive la legge.

L’ordine di cessazione dei comportamenti illegittimi, impartito da Agcom, era, infatti, prevedibile ed evitabile. In pratica il divieto era stato originato proprio dal comportamento tenuto da Telecom, quindi essa stessa aveva dato causa alla delibera in questione.
Pertanto, non si trattava di una impossibilità di adempiere non imputabile alla compagnia telefonica: Telecom, invece, avrebbe dovuto agire tempestivamente per evitare il danno e per porvi rimedio.
Inoltre, la nota società aveva atteso ben due mesi prima di informare il cliente e non aveva adottato alcun provvedimento a protezione dello stesso.

I giudici, nella sentenza in esame, hanno spiegato che la diligenza e buona fede nell’esecuzione del contratto da parte del gestore telefonico “impongono di comunicare tempestivamente al proprio cliente l’impossibilità di eseguire la prestazione e di adottare gli opportuni provvedimenti al fine di contenimento dei danni”.

La Suprema Corte ha, dunque, disposto il risarcimento per ritardo attivazione Telecom a favore dell’utente, il quale, a causa del comportamento negligente della Telecom era rimasto privo della linea telefonica per un periodo eccessivamente lungo.

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