A seguito di alcuni controlli effettuati dall’ AGCM, (Autorità Garante della Concorrenza del Mercato), la Tim, è stata condannata a pagare una multa salatissima che ammonta a ben 116 milioni di euro. In pratica, l’accusa che è stata sollevata, è quella di “concorrenza sleale”. Vediamo nel dettaglio i motivi di tale decisione da parte dell’antitrust.

Tim: Perché è stata multata?

L’antitrust è stata molto chiara e decisa in merito alla sua decisione che, si può riassumere in questa nota:

“ La telecom ha posto in essere una strategia anticoncorrenziale atta ad ostacolare lo sviluppo degli investimenti in infrastrutture di rete per la banda ultra-larga”. 

Tale multa di 116 milioni di euro, visto il periodo straordinario dovuto al Covid 19, potrà essere pagata entro il 1 Ottobre. A tal proposito, vi riportiamo anche un comunicato dell’AGCM che recita in questo modo:

“in considerazione della gravi difficoltà che sta affrontando il sistema produttivo del nostro Paese, derivanti dalla straordinaria emergenza epidemiologica da Covid-19, nonché dell’importo elevato.”

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Tim: Origini del progetto Cassiopea

Praticamente, tale procedimento nei confronti della Tim, aveva avuto inizio il 28 Giugno 2018, nell’ambito del progetto Cassiopea, che prevedeva l’estensione della rete fibra in Italia chiama anche nelle aree bianche. Ovvero, quelle aree italiane più periferiche, e servite non benissimo dal collegamento internet, soprattutto se si tratta di fibra ottica.

In estrema sintesi, per l’Antitrust, la decisione di Tim di realizzare una rete Fttc nelle aree bianche (come da progetto Cassiopea) sarebbe stata presa solo per ostacolare i piani di Open Fiber con un investimento comunque ritenuto dall’Authority non remunerativo. 

Nello stesso periodo, Antitrust imputa a Tim di aver adottato una serie di comportamenti per fare “pre-emption”: 

limitare la capacità dei suoi concorrenti di conquistare fette di mercato giocando sul mix di più offerte con l’abbassamento dei prezzi dei servizi wholesale fibra nelle aree contendibili per abbassare anche il prezzo dell’offerta retail adottando allo stesso tempo un meccanismo per costringere i clienti a rimanere per periodi molto lunghi.

Il comunicato dell’Autorità presieduta da Roberto Rustichelli con cui si dà notizia della sanzione è molto duro.

«L’Autorità – si legge – ha ritenuto di dover sanzionare le condotte di Tim volte a ritardare nelle aree dove ce ne sarebbe stato più bisogno lo sviluppo della fibra nella sua forma più innovativa, ovvero l’Ftth (Fiber To The Home). Trattasi delle cosiddette aree “bianche”, quelle aree cioè dove, in assenza di sussidi, il mercato non giustificherebbe l’infrastrutturazione innovativa».

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Tim multata per 116 milioni: Concorrenza sleale
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