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Procedimento nei confronti della società Telecom Italia S.p.A., per possibile abuso di posizione dominante,da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Probabili violazioni all’art. 102 TFUE. Telecom Italia (TIM) ha posto essere una serie di condotte volte a perseguire obiettivi lesivi della concorrenza:

–    Telecom Italia secondo l’autorità garante ha ostacolato lo svolgimento della gara indette da Infratel Italia per la copertura con reti FTTH delle aree bianche, in modo da preservare la posizione monopolistica evitando  l’ingresso di nuovi operatori concorrenti;
–    Telecom Italia inoltre secondo l’autorità vorrebbe accaparrarsi preventivamente la clientela sul nuovo segmento dei servizi di telecomunicazioni al dettaglio a banda ultralarga, scoraggiando gli investimenti nelle nuove reti.

Tali tipi di condotte potrebbero unitariamente configurare un’ipotesi di esercizio distorto e anticoncorrenziale di una serie di diritti astrattamente riconosciuti in capo alla stessa TIM. Infatti, nel corso dell’espletamento delle gare indette da Infratel Italia S.p.A., TIM avrebbe tentato di rimettere in discussione la classificazione delle aree in cui è stato suddiviso il territorio nazionale, dichiarando l’intenzione di investire comunque nelle aree bianche.

La  strategia di Telecom Italia per rallentare lo svolgimento delle gare sarebbe stata condotta anche attraverso la proposizione di numerosi ricorsi e segnalazioni ad autorità giudiziarie e amministrative. Rallentando le procedure di selezione dei soggetti incaricati di realizzare le reti a banda ultralarga nelle aree bianche, in modo da ostacolare lo sviluppo di forme di concorrenza infrastrutturale e l’entrata di nuovi concorrenti.

Le offerte commerciali di servizi di telecomunicazioni a banda ultralarga, con prezzi non replicabili da parte degli operatori alternativi potrebbero risultare idonee a restringere indebitamente lo spazio di contendibilità della clientela residuo per gli operatori concorrenti, limitando la concorrenza nel mercato per i servizi di telecomunicazioni al dettaglio a banda ultralarga.

L’Autorità in collaborazione con il Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza sta effettuando le dovute verifiche.

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