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Costi per la restituzione del modem? Tim perde il ricorso verso il Consiglio di Stato

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restituzione del modem

Tim ha perso il ricorso nei confronti del Consiglio di Stato, in merito alla richiesta di pagamento delle restanti rate del modem in caso di restituzione dello stesso, anche per quei contratti stipulati prima della delibera “modem libero” dell’Agcom. Purtroppo per la Tim, il Consiglio di Stato, ha definito il ricorso di Tim “ in parte inammissibile ed in parte infondato.” Detto ciò, cerchiamo di entrare un pò più nel dettaglio, ricostruendo un pò gli ordini degli eventi.

In pratica, la Tim si è rivolta al Consiglio di Stato, chiedendo a quest’ultimo di valutare diversamente la posizione degli utenti che hanno acquistato il modem a rate, rispetto a coloro i quali hanno invece acquistato il modem in un’unica soluzione. Per entrambe le casistiche, Tim fa riferimento ai contratti stipulati nel periodo antecedente all’entrata in vigore della delibera “modem libero”, emessa dall’autorità garante il 18/07/2018.

La contestazione della Tim sulla restituzione del modem

Secondo la Tim, il fatto che alcuni utenti avessero potuto  restituire il modem preso a rate, prima della scadenza dei termini, senza pagare nessun costo aggiuntivo, rappresenta per l’azienda un fattore di perdita economica. Inoltre, la Tim sosteneva, che la delibero dell’Agcom, non fosse retroattiva, e quindi, non avesse valore per i contratti sottoscritti precedentemente all’entrata delle delibera.

Nonostante le richieste da parte della Tim, il Consiglio di Stato ha risposto negativamente ad entrambi i ricorsi presentati. In merito alla prima richiesta di Tim, quella relativa a coloro i quali stanno pagando il modem a rate, il Consiglio di Stato ha risposto, che la delibera Agcom, 

“sui contratti stipulati solo per le prestazioni ancora da eseguire“. Quindi, i clienti che devono ancora terminare il pagamento rateale del modem, possono scegliere se continuare ad usufruire dei servizi senza costi aggiuntivi, oppure, restituire il modem, e quindi recedere dal servizio in essere in modo gratuito.

 

Il consiglio respinge le ragioni della Tim

Tra l’altro, va specificato, che tale provvedimento è rivolto solo agli utenti, “obbligati” ad acquistare il modem dall’operatore stesso. ” Inoltre, il Consiglio di Stato, ha sottolineato che la norma emessa dall’AGCOM non è retroattiva per il caso specifico. Ovvero, la norma interviene sulle prestazioni ancora da eseguire, e non su quelle già completate, ragion per cui, il ricorso di TIM, come detto all’inizio, è da ritenersi inammissibile e infondato.

Detto ciò, nel caso abbiate avuto qualsiasi tipo di problema con la Tim, o altro operatore di telecomunicazioni, non esitate a richiedere la nostra assistenza gratuita. Vi basterà inviarci la vostra richiesta di assistenza tramite il nostro modulo di contatto online. Dopodichè, verrete ricontattati da un nostro collaboratore per il prosieguo dell’assistenza.

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